«L'anno del sì» di Shonda Rhimes

domenica 5 febbraio 2017


Chi mi segue sui social sa già quanto questo libro mi sia piaciuto.
Gli facevo il filo da un po' ma non l'avevo ancora letto così durante le ferie invernali, spiaggiata al sole mi sono dedicata a questa interessante lettura.
Shonda Rhimes, se non avete ancora collegato chi sia ve la presento: è la mamma di Grey's Anatomy e di Scandal.



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È una donna che in quanto a creatività e ricchezza non avrebbe nulla da invidiare a nessuno. In effetti il suo problema non è certo l'invidia, ma il suo essere riluttante al mondo esterno.
Lei dice di aver vissuto così tanto nella sua fantasia da aver perso di vista la realtà, la sua migliore amica è Cristina, che non è una donna in carne e ossa alla quale si è ispirata e nemmeno la splendida Sandra Oh, è proprio Cristina Yang, un personaggio inventato con tutte le caratteristiche che a detta di Shonda dovrebbe avere un'amica.
Io sono una sognatrice, e mi è capitato più di una volta di rimanere delusa dalle persone perché le avevo idealizzate, spesso i loro torti non errano nemmeno così gravi, ma nella mia mente in cui loro erano perfetti, ma soprattutto erano miei amici, la delusione per un loro torto è cocente.
Mi sono sentita vicina a Shonda e mi sono immedesimata in lei, questo credo sia alla base di un buon libro.



L'anno del sì consiste in pratica nel dire sì alle cose di cui ha avuto sempre paura, verso cui era riluttante, che prevedevano per la maggior parte dei casi le uscite serali e la partecipazione ad eventi pubblici e discussioni. 
«Vedete io sono un'introversa. Profondamente. Fino al midollo. Perfino il mio midollo è introverso. Il mio muco è introverso. »
In pratica andare contro natura. Fino a che punto l'uomo è un animale sociale?

«I sogni sono piacevoli. Ma sono solo sogni. Fugaci, effimeri. Belli. Ma i sogni non si avverano solo perché li sognate. È un duro lavoro che fa accadere le cose. È il duro lavoro che crea cambiamento.

LEZIONE NUMERO UNO:
LASCIATE PERDERE I SOGNI. DIVENTATE PERSONE CHE FANNO, NON PERSONE CHE SOGNANO. »
Se vi state ancora chiedendo perché questo libro mi è piaciuto tanto vi posso rispondere con 6 semplici parole: perché mi ha aperto gli occhi.
Perché mi sono ritrovata in così tante situazione da aver paura di essere io la protagonista, cosa che non può essere poiché non sono americana né milionaria, ma...dettagli.
Perchè mi ha fatto dire per la prima volta: mi metto in gioco sul serio.
Ho capito che chi si mette in gioco, chi osa parlare in pubblico, chi osa far valere una propria opinione, chi sembra grande in realtà non è che non ha paura ma semplicemente l'affronta.
Vi sembra scontato? Non lo è. Siamo abituate a vedere le persone di successo come sicure di sè, a volte arroganti, ammanicate, ma non pensiamo mai alla strada che hanno percorso per arrivare fin lì.
Questo libro mi ha fatto dire che ci voglio provare, voglio provare ad entrare nel mio personale anno del sì, in cui, nel lecito voglio uscire dalla mia confort zone e non avere più paura del mondo esterno.

A voi è mai capitato che un libro vi aprisse gli occhi? Che vi sfidasse? Cosa avete fatto? 

Buona giornata glitterine!



1 commento:

  1. Personalmente anche a me un libro piace nella misura in cui riesco a immedesimarmi nei personaggi. Con le debite eccezioni, ovviamente se leggo un saggio o un libro tecnico... non è all'immedesimazione che punto! 😊
    Un libro che mi abbia aperto gli occhi ancora non l'ho trovato ma alcuni brani che mi hanno fatto smussare le curve del mio percorso si e in tantissimi libri!!
    È sempre bello leggere i tuoi post! Quelli sui libri mi piacciono moltissimo!!!

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