«Nella giungla di Park Avenue» di Wednesday Martin

venerdì 2 settembre 2016


«Una volta l'ansia era necessaria alla sopravvivenza, poi si è trasformata in una condizione patologica. Per i mammiferi non umani, lo stress equivale a tre minuti di terrore nella savana. Al termine di quei tre minuti, o è finito lui o sei finito tu.»

Ho comparto questo libro credendo di leggere un banale romanzo su New York e sulle persone altolocate dell'Upper East Side, il che mi sarebbe piaciuto dato che cercavo una lettura leggera, frivola e divertente.
Mi sono trovata catapultata in un saggio di antropologia, e io amo l'antropologia con quel taglio da romanzo che ha reso il tutto molto più scorrevole.
L'autrice e protagonista è Wednesday Martin scrittrice americana ed antropologa, pubblica per diverse testate giornalistiche tra cui il New York Times, The Atlantic, The Huffington Post, nel 2016 esce il libro in esame, «Primates of Park Avenue» tradotto in italiano «Nella giungla di Park Avenue».
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Scoperta la sua prima gravidanza l'autrice e il marito, decidono di trasferirsi dal Greenwich all'Upper East Side, complice il desiderio di mettere distanza tra i postumi dell'11 settembre e loro, Central Park rappresentava una sorta di oasi.
L'incipit del romanzo è chiaramente di taglio antropologico, viene descritta Manhattan come si farebbe su di un libro di scienze, così come i suoi usi e i suoi abitanti.
Tra borse firmate, alcol e scuole altolocate, Wednsday capisce presto di dover adottare alcune tecniche da lei apprese durante la ricerca sul campo per integrarsi con le altre mamme.
Forte del fatto che «tutte le scimmie, anche le più evolute, hanno bisogno di sentirsi parte di una comunità» inizia il suo studio, il primo passo per integrarsi in quel mondo patinato è l'acquisto di una borsa, una Birkin, simbolo di forza e di ceto sociale, in pratica «il tubino nero della pelletteria di lusso».
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Ma non sono solo gli oggetti simbolo ad avere la meglio in questa società, l'importanza dell'integrazione con le altre mamme è primaria, e l'autrice vi riesce solo attraverso la conversazione con un maschio alfa.
Il mondo in cui entra faticosamente, in punta di piedi su di un pavimento di cristalli, è un mondo in cui i party degli uomini e delle donne sono separati, i valori matriarcali sono quelli di mantenersi magre, e riuscire ad ottenere abbastanza raccomandazioni ai fini di inserire i propri figli nelle scuole più prestigiose che avrebbero quindi garantito i college migliori.
Immaginate un episodio di Gilmore Girls, a casa di Emily ma amplificato di almeno 200 volte.
Queste donne consumano Xanax come io mangio i cereali.
Anche andare in palestra è una questione di fazioni, outfit e sport giusto.
La libertà di scelta non esiste se vuoi essere accettata.
«Prese singolarmente, queste genitrici ambiziose e super impegnate si rivelano spesso persone squisite. Sono le dinamiche di gruppo a renderle odiose.»
In questo studio così accurato Martin traccia un preventivo dei costi di manutenzione annuale della Geisha di Manhattan, che ammontano a quasi centomila dollari l'anno.
Per conservarsi bella.
In forma.
Sulla cresta dell'onda.
Pazzesco!
Il rapporto con queste donne ha una svolta al termine del libro, e qui il romanzo mi ha stupita ulteriormente, perché mai all'acquisto avrei pensato di versare lacrime, ed invece quando lei perde il secondo figlio che porta ancora in grembo al sesto mese, quella comunità così distante, crudele e senza scrupoli si chiude intorno a lei per proteggerla e risollevarla.
In una intervista della Martin a Panorama afferma che una città con dinamiche simili potrebbe essere Parigi, la cui diversità tra l'ottavo arrondissement, in cui si respira un'aria molto fredda, e il sesto è lampante.
Pare che l'autrice sia in contatto  con la MGM, per la produzione di un film ispirato al suo libro.
Il testo prima di uscire nelle librerie è stato proposto in una piccola parte al pubblico del New York Times, dal quale ha ricevuto recensioni entusiaste, e da lì ha scalato le vette divenendo un bestseller.
«Sapolsky ha ipotizzato che i primati "beta" abbiano un livello di stress significativamente inferiore rispetto ai membri alfa. La vita può rivelarsi più semplice quando non sei in cima alla gerarchia, in costante allerta per difenderti dagli attacchi altrui»
A mio parere è un libro che si presta ad una lettura veloce, scorre bene, e presenta, se visto sotto la giusta prospettiva, diversi punti divertenti.
La storia personale straziante, soprattutto in America è stata vista coma una trovata commerciale, e non me ne stupirei visto quello che fanno le nostre blogger per qualche like in più, ma è comunque un simbolo di come una fatalità possa legare primati di ogni specie.

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