"Il diavolo veste Zara" di Mia Valenti

mercoledì 18 novembre 2015


Non me ne vogliate ma durante questa vacanza avevo voglia di sognare, io desidero lavorare in editoria e come in ogni sogno tutto sembra bello, scintillante e facile, ma non è così e cerco di riportarmi alla realtà più spesso di quanto vorrei anche con i libri. 

Che servono a farci sognare è vero ma anche riflettere, soprattutto riflettere se andiamo a vedere. 




TITOLO: Il diavolo veste Zara
AUTORE: Mia Valenti
GENERE: Romanzo
PAGINE: 201
EDITORE: Mondadori
CARTACEO:15,00 €
EBOOK: 7,99 €


Romanzo parzialmente autobiografico, Mia Valenti è la protagonista indiscussa di questo libro, il personaggio è molto vero con le sue passioni le sue fobie e il desiderio di riuscire nel lavoro e nel mondo. Veronique, antica stilista della casa Luci.di è la sua capa che definire arpia è alquanto riduttivo, Mia è costretta addirittura a portare a spasso il suo barboncino nel bel mezzo delle riunioni. Ma Veronique è vecchia, più di mentalità che di età, la quale facendo due calcoli si evince ma non è dato sapere, non si vuole adeguare alla tecnologia e alla moda stile 2.0, rifiutando tutto quello che non è un vestito d'alta sartoria, pur sapendo che gli accessori potrebbero tirare su le finanze traballanti della casa per cui lavora. E Mia dopo tre anni al suo servizio è lì pronta a cogliere la palla al balzo e a sorpassarla con tanto di Mail, Instagram e Facebook. 



La sua collezione piace alla principessa araba che aveva snobbato i vestiti di Veronique ritenuti antiquati e così vince il posto di direttore creativo, ma Mia non è solo lavoro, lei vuole essere diversa dalla sua capa, si innamora, soffia il fidanzato ad una delle maggiori top model, è arrivista e sognatrice.
Il libro contiene qualche chicca che tutti dovremmo ricordare come un mantra
Tu non sei l'assistente di Veronique. Tu fai la sua assistente. Tu sei Mia
Quante volte ci troviamo a  ripeterci che non è il nostro lavoro a caratterizzarci ma la nostra personalità eppure basta poco a toglierci il sorriso? 

Ma la mia frase preferita rimane questa

"Ventissette per la precisione, ma è meglio arrotondare per eccesso, altrimenti in questo Paese per vecchi non ti prende sul serio nessuno se sei troppo giovane."
Non vi ci ritrovate nemmeno un pochino?
Nel complesso credo che il libro sia un enorme  cliché, ma ricco di spunti interessanti e adorabile se si vuole passare qualche ora sognando. 

Da leggere se:
  • ami la moda
  • il tuo capo è un'arpia
  • non riesci a vivere lontana dal tuo telefono più di 10 minuti
  • nonostante tutto credi ancora nell'amore e lo aspetti con tutto il cuore. 
Nota personale: ho trovato in questo libro un notevole numero di errori ortografici e di battitura, ora penso che per un libro così moderno ed altro tiraggio si potesse spendere per una correzione di bozze ed un editing più curati. Ma sono sottigliezze che colgono in pochi. 

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